Le valli che circondano Domodossola offrono una grande varietà di percorsi adatti ad ogni tipologia di escursionista. In queste pagine mi propongo di riportarne alcuni, da me provati, e di fornire qualche informazione, sperando di fare cosa utile ad altri appassionati come me.

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Colle di Baranca

Dalla frazione Fontane di Bannio-Anzino all’inizio della salita per il Colle di Baranca ci sono circa 5 km di strada asfaltata, molto stretta e dissestata, che termina con uno slargo dove è possibile parcheggiare e fare inversione.

Si passa il torrente Olocchia su un ponte recentemente sistemato e subito si inizia a salire su una larga mulattiera a gradoni che in forte pendenza, e vari tornanti, risale la costa boscosa. Superate le baite diroccate dell’alpe Rasa inizia un lungo traverso in ambiente più aperto. Il sentiero, ora con pendenza contenuta, consente di riprendere fiato e di godere dei primi scorci panoramici. La vegetazione in questo tratto è costituita in gran parte da maggiociondoli, che in questo inizio di giugno sono in piena fioritura. Uno spettacolo!

Verso quota 1.550 si può fare rifornimento d’acqua presso un fontanile, posto proprio all’inizio dell’ultimo tratto di salita al Colle. Il fondo è pietroso e la pendenza torna a farsi decisa. Si risale a tornanti il mottone su cui sorge l’alpe Oreto, che però rimane sull’altro lato del torrente, ed infine si raggiunge il pianoro del Colle di Baranca. In falsopiano si giunge alla cappella a ricordo dei caduti del Battaglione Valtoce e allo scollinamento.

A destra il sentiero prosegue tra le baite e le stalle dell’alpe Selle ed ai ruderi della suggestiva Villa Aprilia (Lancia). Salendo alle spalle delle baite dell’alpeggio si raggiunge in breve un bel punto panoramico sul vallone di Bannio-Anzino e sulle cime circostanti.

Ritornati al Colle una traccia erbosa in falsopiano consente di raggiungere il rifugio Selle, in posizione panoramica sul sottostante Lago Baranca e sul vallone che scende verso Fobello (Valsesia). Il rifugio è a gestione privata e, di norma, aperto tutti i giorni da giugno a settembre.

Mi ero portato fin qui lo zaino carico di provviste, ma al profumino che usciva dalla cucina del rifugio non ho resistito. Gambe sotto il tavolo e via di polenta e spezzatino…

Dai cordiali gestori ho saputo di essere uno dei pochi escursionisti che arrivano salendo dal versante ossolano; la quasi totalità sale dal lato valsesiano dove migliori sono le condizioni della mulattiera e la pendenza è costane e contenuta.

Dopo una lunga pausa “digestiva” ho iniziato la discesa per il medesimo percorso di salita, ad eccezione della breve deviazione per visitare l’alpe Oreto.


(vedi altre foto)


Effettuata12 Giugno 2026
Dislivello complessivo650 m   
Distanza percorsa 7 Km
Tempo di cammino 5 h 




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