Le valli che circondano Domodossola offrono una grande varietà di percorsi adatti ad ogni tipologia di escursionista. In queste pagine mi propongo di riportarne alcuni, da me provati, e di fornire qualche informazione, sperando di fare cosa utile ad altri appassionati come me.

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Lago Nero

 

Ho parcheggiato a Frua nell’ampio spazio a monte della Cascata del Toce. Obiettivo di giornata era la salita al Lago Nero a quota 2420 circa e dico subito che non ce l’ho fatta. Ho mollato a quota 2300, mancava veramente poco ma… ero cotto! A stroncarmi sono stati i 450m del dislivello iniziale per salire al pianoro dell’alpe Ghighel, e l’età.

Quel tratto, sempre in forte pendenza, i molti gradoni e passaggi su roccette che costringono, a volte, ad aiutarsi con le mani mi hanno tagliato le gambe. Non ci sono pericoli oggettivi e tratti esposti, solo tanta fatica. Il primo tratto a tornanti è forse il più semplice – segue poi un lungo traverso in direzione del canalone del Rio Ghighel dove iniziano i tratti più tosti. Raggiunto il fianco della cascata il tracciato si fa meno sconnesso, ma la pendenza non molla fino allo scollinamento nei pressi delle baite più basse. Bella vista sul fondovalle di Riale, sul lago di Morasco e sul Corno Talli, ai piedi del quale si trova il Lago Nero.

Dalle baite, seguendo le indicazioni, si risale leggermente l’alpeggio sino a incrociare una bella pista erbosa che, in falsopiano, punta verso l’anfiteatro roccioso ai piedi della corona di cime che va dal Kastelhor, al Basodino al Tamierhorn. La strada termina improvvisamente e su percorso libero occorre risalire la costa puntando alla evidente traccia del sentiero che, in quota, proviene dal lago Kastel. Si giunge in breve alla conca del rio che scende dal Lago Nero e nel quale confluiscono i mille rivoli dai nevai ormai in esaurimento. Si guada facilmente verso destra (segnavia sui massi più grandi) e si inizia l’ultima salita.

Il fondo è parecchio sconnesso ma la pendenza è contenuta e con brevi tornanti si prende quota velocemente. Il sentiero si sposta progressivamente verso le cascatelle per poi invertire la direzione e mirare all’intaglio che sbucherà al lago. Qui ho incontrato le prime lingue di neve, sulle quali erano evidenti i segni del passaggio di altri escursionisti e quindi nessuna difficoltà in vista. Ma è stata la scusa buona per me per dire basta. Ho riposato brevemente al fianco della cascata, su un punto molto panoramico, cercando di scorgere col binocolo i brachi di stambecchi che notoriamente stazionano in zona, che oggi però erano in ferie. Sono poi ridisceso al pianoro di base dove ho pranzato.

Per il rientro ho seguito l’evidente traccia che punta a nord-ovest verso il lago Kastel e si mantiene in quota contornando le pendici erbose del Kastelhorn. Il lungo traverso incrocia una carrabile che sale dalle sottostanti baite di Ghighel e da qui il cammino si fa più spedito. Si scollina in un punto molto panoramico dal quale si scorge finalmente il lago Kastel, che poi si costeggia fino al muraglione della diga ormai in abbandono. Inizia qui la discesa verso Riale. Nel primo tratto, verso il piano del rifugio Maria Luisa ho seguito una traccia dritta nei prati che consente di risparmiarsi qualche tornante. Per chiudere in bellezza ho trovato chiuso il rifugio (riposo settimanale mercoledì). Non mi è rimasto altro che seguire l’interminabile carrozzabile, abbastanza monotona, ma confortevole per le mie ginocchia. Chi se la sente di utilizzare le ripide scorciatoie può risparmiarsi una buona mezzora.

Quasi arrivato al piano di Riale ho preso a sinistra un sentiero che punta a una baita isolata e che prosegue, sempre ben evidente, anche se non segnata, fino al parcheggio di Frua.

(vedi altre foto


Effettuata17 Giugno 2026
Dislivello complessivo670 m   +130m mancanti per arrivare al Lago Nero
Distanza percorsa 14 Km
Tempo di cammino 7 h 




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